Cosa può un albo illustrato. Pratiche di lettura condivisa e ricostruzione del sé con adulti senza dimora e operatori sociali
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Abstract
Negli ultimi decenni la letteratura per l’infanzia è stata riconosciuta come repertorio simbolico capace di accompagnare l’intero arco della vita, sostenendo l’apprendimento permanente (lifelong learning), la ricostruzione identitaria e la partecipazione sociale. L’articolo presenta i risultati di una ricerca qualitativa a orientamento etnografico svolta presso un centro di prima accoglienza in provincia di Roma, che ha indagato l’uso dell’albo illustrato durante un ciclo di laboratori di lettura condivisa che ha coinvolto congiuntamente adulti senza dimora e operatori sociali. Attraverso l’analisi dei dati, lo studio evidenzia come l’albo possa rappresentare uno spazio terzo capace di favorire l’espressione indiretta di sé e la sospensione delle asimmetrie dei ruoli istituzionali, promuovendo riconoscimento reciproco e co-costruzione di significati. Il contributo intende arricchire il dibattito pedagogico sull’impiego dell’albo illustrato come pratica trasformativa nei contesti di marginalità adulta.
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