Formare gli insegnanti alle soft skill: innovare la didattica universitaria per promuovere i saperi trasferibili

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Rosanna Tammaro
Iolanda Sara Iannotta

Abstract

La formazione dell’insegnante è da tempo al centro del dibattito che accende i confronti fra decisore politico, associazioni di categoria e stakeholder implicati a vari livelli; anche la ricerca, negli anni recenti si è spesso adoperata per individuare e definire i percorsi più adeguati a uno sviluppo professionale di qualità. La recente pubblicazione della legge n. 79, del 29 giugno 2022, rappresenta uno dei numerosi tentativi di “mettere ordine” nel sistema di formazione iniziale e continua e nel reclutamento dei docenti. Del resto, la formazione, come prima tappa della professionalità del docente, dovrebbe restituire il senso complessivo del lavoro e promuovere, da un lato le competenze specialistiche (sapere disciplinare e sapere didattico), dall’altro le soft skill, abilità di carattere generale riferibili, in sintesi, alla gestione delle informazioni, al pensiero critico e al problem solving e alla gestione delle relazioni interpersonali (Allen, Remaekers & Van Der Velde, 2005). Oltre il problema sostanziale legato ai termini di legge, occorre riflettere sulle caratteristiche dei dispositivi e dei percorsi oggi esistenti implicati nello sviluppo professionale del docente. Questo contributo, alla luce del fervore nel dibattito sulla formazione degli insegnanti, intende soffermarsi sul ruolo cruciale della didattica universitaria nella promozione dei saperi trasversali o trasferibili. Partendo da alcune considerazioni emerse da uno studio pilota, proposto nell’ambito del percorso di Specializzazione per il Sostegno, descriveremo un’opzione didattica learner centered, orientata alla promozione delle soft skill.

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Sezione
CALL 42 - La ricerca educativa per la formazione degli insegnanti