Casa di riposo per anziani, luogo di incontri intergenerazionali
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Abstract
Nel saggio si espone una proposta di educati-va domiciliare, che si sta realizzando nell’ambi-to di un Progetto di Ricerca di Ateneo dell’Uni-versità di Padova, orientata alla valorizzazione della casa dell’anziano come luogo di proget-tualità pedagogica.
La casa si rivela essere uno spazio relazionale in grado, da un lato, di favorire l’apprendimen-to intergenerazionale tra giovani e anziani resi-denti in uno stesso territorio e, dall’altro, di ab-battere gli stereotipi sulla vecchiaia che osta-colano il dialogo tra le generazioni e l’inclusio-ne sociale delle persone in età avanzata, in particolare di quelle in condizione di solitudine e di povertà relazionale.
Nello specifico, si presentano le tesi da cui ha preso le mosse la proposta e le sue implicazio-ni operative, che prevedono l’implementazione nel territorio padovano di un progetto pilota di sostegno educativo all’anziano “fragile”, del quale al momento è stata portata a compimen-to la prima fase, in cui sono stati coinvolti gio-vani qualificati, vale a dire futuri educatori del Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, mentre la seconda fase, ba-sata sulla partecipazione di giovani apparte-nenti al volontariato locale, è in via di attivazio-ne.
La casa si rivela essere uno spazio relazionale in grado, da un lato, di favorire l’apprendimen-to intergenerazionale tra giovani e anziani resi-denti in uno stesso territorio e, dall’altro, di ab-battere gli stereotipi sulla vecchiaia che osta-colano il dialogo tra le generazioni e l’inclusio-ne sociale delle persone in età avanzata, in particolare di quelle in condizione di solitudine e di povertà relazionale.
Nello specifico, si presentano le tesi da cui ha preso le mosse la proposta e le sue implicazio-ni operative, che prevedono l’implementazione nel territorio padovano di un progetto pilota di sostegno educativo all’anziano “fragile”, del quale al momento è stata portata a compimen-to la prima fase, in cui sono stati coinvolti gio-vani qualificati, vale a dire futuri educatori del Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, mentre la seconda fase, ba-sata sulla partecipazione di giovani apparte-nenti al volontariato locale, è in via di attivazio-ne.
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Contributi teorici

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