Riunione per le Reti Territoriali dell'apprendimento permanente - 7 febbraio 2017

MARTEDI' 7 FEBBRAIO  2017 alle ore 15,30 
nei locali di CESVOT, Via Ricasoli n. 9  Firenze
si sono riuniti su sollecitazione di 
EdaForum = Forum Permanente per l’Educazione degli Adulti =
i seguenti organismi: 

Auser Toscana, Cesvot, Comune di Scandicci, Cred Scandicci, Cred Pontassieve, EdaForum, Enfap Toscana, Ial Toscana, Lega Ambiente Toscana, Local Global sas, Provincia di Pistoia, Smile Toscana, Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve  

per vagliare, sulla base delle esperienze acquisite nello svolgimento delle proprie attività, quali criteri di ammissibilità dovrebbero avere le organizzazioni che perseguono scopi educativi e formativi nel campo dell’educazione non formale degli adulti per entrare in un apposito Elenco regionale che le abiliti a far parte delle Reti territoriali dell’apprendimento permanente. 
Com’è noto, la Legge n. 92/2012 indica nelle reti territoriali la modalità organizzativa attraverso cui si costituisce il sistema integrato dell’apprendimento permanente, precisandone:
l’oggetto (l’insieme dei servizi relativi agli ambiti di apprendimento formali, non
formali e informali), la finalizzazione in termini di politiche di riferimento (i servizi
devono essere collegati organicamente alle strategie per la crescita economica,
l’accesso al lavoro dei giovani, la riforma del welfare, l’invecchiamento attivo,
l’esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati) e le priorità (il
sostegno alla costruzione, da parte delle persone , dei percorsi di apprendimento,
facendo emergere i fabbisogni di competenza in correlazione con le necessità dei
sistemi produttivi e dei territori, con particolare attenzione alle competenze
linguistiche e digitali, riconoscimento dei crediti e certificazione, fruizione dei servizi
di orientamento permanente).
L’Intesa in Conferenza Unificata del 20.12.12 puntualizza che le reti territoriali comprendono l’insieme dei servizi pubblici e privati di istruzione, formazione e lavoro attivi sul territorio, riconoscendo un ruolo fondamentale alle organizzazioni che operano nel campo del non formale. 
L’Accordo in Conferenza Unificata del 10 luglio 2014 specifica che
 l’adesione delle Organizzazioni alle reti territoriali deve essere volontaria e riferita a soggetti che assicurano alcuni requisiti minimi di stabilità e di qualità, quali ad es.:
- requisiti organizzativi: 
a) iscrizione nei registri regionali delle Associazioni di
promozione sociale, del volontariato e delle cooperative sociali, o altri simili (Enti
per il servizio civile, etc .), con pluriennale esperienza nel settore del no-profit;
 b) statuto dell’Associazione che preveda tra le finalità la promozione
dell’accrescimento culturale e formativo dei cittadini e lo sviluppo della cultura
della solidarietà; 
c) individuazione di un/a responsabile dell’offerta culturale e formativa;
- requisiti di qualità dell’offerta culturale e formativa : 
a) un'offerta che espliciti quali competenze, relative a quelle indicate in precedenza, i cittadini possono acquisire attraverso il percorso di apprendimento non formale ; 
b) competenze degli operatori educativi e dei docenti documentate tramite CV o
autodichiarazioni, acquisite all’esterno e/o all'interno di un percorso promosso dai
soggetti del Terzo settore; 
c) visibilità dell’offerta e accessibilità da parte di tutti i cittadini, anche svantaggiati, attraverso i necessari e opportuni interventi di accomodamento; 
d) attestazione, su richiesta, della frequenza dei percorsi di
apprendimento non formale , per la possibilità di inserimento nel libretto
formativo del cittadino; 
e) previsione di strumenti di autovalutazione dell’esperienza di apprendimento da par te del soggetto che ne fruisce.
Le Organizzazioni che richiedono di far parte delle reti territoriali per
l’apprendimento permanente e ne hanno i requisiti, saranno formalizzate con le
modalità indicate dalle procedure regionali.

In tale ottica la Regione Liguria nella Delibera n. 450  del 27.03.2015 ha previsto di
= di istituire un apposito Elenco regionale degli organismi iscritti nel Registro del Terzo Settore, di cui alla l.r. 42/2012, o nell’Albo regionale degli Enti del Sevizio Civile, di cui alla l.r. 11/2006, che perseguono scopi educativi e formativi nelle reti territoriali dell’apprendimento permanente. L’iscrizione nell’Elenco regionale degli organismi iscritti nel Registro del Terzo Settore o nell’Albo regionale degli Enti del Sevizio Civile è condizione necessaria per far parte dei soggetti educativi e formativi delle reti;
= di stabilire che tali organismi per potersi iscrivere nell’Elenco di cui al punto precedente devono possedere i requisiti previsti al punto 1.5 delle Linee strategiche approvate dalla Conferenza Unificata il 10 luglio 2014 e precisamente:
> requisiti organizzativi:
a) essere iscritti nel Registro regionale del Terzo Settore di cui alla l.r. 42/2012, o nell’Albo regionale degli Enti del Servizio Cile di cui alla l.r. 11/2006 con esperienza nel settore no profit di almeno due anni,
b) prevedere tra le finalità statutarie la promozione dell’accrescimento culturale e formativo dei cittadini e lo sviluppo della cultura della solidarietà,
c) individuare un responsabile dell’offerta culturale e formativa,
> requisiti di qualità dell’offerta culturale e formativa:
d) assicurare un’offerta che espliciti quali competenze, tra quelle indicate dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 e dal decreto Ministro Pubblica Istruzione 139/2007, nonché tra quelle identificabili nel Repertorio Regionale delle Figure Professionali, i cittadini possono acquisire attraverso il percorso di apprendimento non formale,
e) assicurare competenze degli operatori educativi e dei docenti documentate tramite CV o autodichiarazioni, acquisite all’esterno e/o all’interno di un percorso promosso dai soggetti del Terzo Settore,
f) assicurare visibilità dell’offerta e accessibilità da parte di tutti i cittadini, anche svantaggiati, attraverso i necessari e opportuni interventi di accomodamento,
g) fornire attestazione, su richiesta, della frequenza dei percorsi di apprendimento non formale, per la possibilità di inserimento nel libretto formativo del cittadino,
h) prevedere strumenti di autovalutazione dell’esperienza di apprendimento da parte del soggetto che ne fruisce;
= di stabilire, altresì, che, per potersi iscrivere nell’Elenco, le Organizzazioni devono
inoltrare, dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria del presente provvedimento, alla Regione Liguria –Servizio Orientamento, Formazione superiore, Università e Professioni, Via Fieschi 17 - 16121 Genova, la domanda di iscrizione corredata dalla seguente documentazione:
a) Copia dell’atto costitutivo e dello Statuto;
b) Programma dell’offerta formativa (per l’anno in corso e per l’anno successivo) che espliciti:
> le conoscenze, le abilità e le competenze così come indicate nei requisiti sopra riportati, che i cittadini possono acquisire attraverso le tipologie di percorso di apprendimento non formale previste nel citato programma dell’offerta formativa;
> le modalità operative ed organizzative che garantiscano visibilità dell'offerta e accessibilità da parte di tutti i cittadini, con particolare riguardo alle misure previste per le persone svantaggiate;
> l’individuazione del soggetto responsabile dell’offerta formativa, indicando l’atto (con il quale è stato formalizzato l’incarico) che ne assicura l’effettivo disponibilità ed impegno per l’intera vigenza del citato programma dell’offerta formativa;
> modello di attestazione da consegnare su richiesta dell'interessato, relativo alla frequenza dei percorsi di apprendimento non formale conseguiti;
> la dichiarazione di impegno all’individuazione e messa in trasparenza delle competenze acquisite dai cittadini nei percorsi di apprendimento non formale, in osservanza di quanto previsto dal sistema regionale di individuazione, validazione e certificazione delle competenze. A tal fine le Organizzazioni s’impegnano ad operare nel rispetto degli standard metodologici regionali e ad assicurare la presenza di almeno un operatore preposto alla “funzione di accompagnamento e
supporto alla individuazione e messa in trasparenza delle competenze”, a supporto della stesura e gestione degli strumenti che saranno definiti dall’amministrazione regionale;
c) CV o autodichiarazioni che attestino le competenze degli operatori educativi e dei docenti, acquisite all’esterno e/o all’interno di un percorso promosso dai soggetti del Terzo Settore;
= di prevedere che l’istruttoria delle domande di iscrizione nell’Elenco regionale, finalizzata a verificare la sussistenza di tutti i requisiti richiesti, verrà svolta dal Servizio Orientamento, Formazione superiore, Università e Professioni;
= di disporre altresì che:
- in caso di domanda parziale o incompleta saranno richiesti elementi integrativi che dovranno essere forniti entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta, pena la decadenza della domanda di iscrizione. La richiesta di integrazione sospende il termine del procedimento;
- l’esito dell’istruttoria della domanda di iscrizione sarà formalizzato con decreto dell’Ufficio regionale competente entro 120 giorni dalla domanda e verrà comunicato all’Organizzazione interessata;
- i requisiti previsti devono essere confermati ogni due anni dall’organizzazione interessata, conteggiabili dalla data di comunicazione dell’esito dell’istruttoria, tramite autocertificazione corredata dalla documentazione indicata, a pena di decadenza;
- nel caso di perdita di uno o più dei requisiti, la Regione procederà alla cancellazione dall’Elenco.

Le condizioni ed i requisiti sopra descritti sono stati riconosciuti condivisibili da tutti gli organismi presenti all’incontro del 7 febbraio con la sottolineatura che il criterio istituente dell’Elenco, o Registro che dir si voglia, debba essere l’accompagnamento e l’inclusione per ampliare la platea dei soggetti che intervengono nell’attività educativa e non una fiscale conventio ad excludendum.

Come contributo all’avvio del confronto previsto nella Delibera della Regione Toscana n. 443 del 7.04.2015, i presenti richiamano, piuttosto, l’attenzione della Direzione competente della Regione sulla necessità di aprire un percorso di incontri informativi e formativi sia con le Conferenze zonali  per il ruolo di istituzioni territoriali di programmazione delle attività educative e formative sia con i CPIA quali strutture di riferimento per  l’offerta formativa  formale per il pubblico adulto, perché, a quanto risulta dalla pratica quotidiana,  le istituzioni in parola presentano, in alcune aree della Toscana, problemi strutturali e difficoltà di funzionamento. Si ritiene allora che sarebbe utile organizzare un percorso seminariale che coinvolga tutti i soggetti, pubblici e privati, dell’apprendimento formale, non formale e informale previsti quali componenti delle reti territoriali per diffondere il concetto di sistema integrato, che è il principio fondante dell’Accordo in C.U. del 10 luglio 2014.    
 

Autore articolo: 
Paolo Sciclone
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