Dimmi che competenze hai e ti dirò chi sei

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L’Italia definisce le competenze digitali dei professionisti ICT

L’Europa lamenta da tempo la necessità di quasi un milione di professionisti ICT da qui al 2020: esperti in diversi settori che devono essere inseriti all’interno di aziende per garantirne l’integrazione con il digitale, canale essenziale per qualsiasi attività.

Ma l’Europa non è stata ferma in questi anni. All’interno di gruppi di lavoro europei, soprattutto all’interno del Comitato Europeo di Normazione (CEN), si sono svolte attività per il supporto alla standardizzazione

Nel 2013 l’Italia ha definito una norma che cataloga delle competenze digitali specialistiche, definendo requisiti di conoscenza, abilità e competenze costruendo un Framework nel quale classificarle in base a cinque aree di attività ICT e sono collegate allo European Qualifications Framework (EQF).

Presto avremo quindi una norma europea CEN (presumibilmente entro quest’anno), in cui l’Italia  ha un ruolo di primo piano.

Con questi “mattoncini” è possibile identificare le competenze dei singoli soggetti, catalogandole in modo univoco. Sempre a livello europeo si sono identificate delle famiglie di profili professionali di prima generazione, a cui hanno dato seguito 23 profili professionali ICT di seconda generazione. Considerato che tali profili possono essere non idonei a coprire tutte le eventuali specializzazioni, si sono previsti successivi profili, definiti di terza generazione. 

La cosa che accomuna tutti questi profili è lo schema tipo utilizzato per la catalogazione, con campi ben definiti, così come avviene per il CV in formato europeo.

Nel dicembre del 2006, l’associazione dei professionisti del Web ha avviato, in modalità collaborativa, un’attività di catalogazione delle competenze di chi opera professionalmente nel Web. Con il passare degli anni i documenti sono stati affinati ed allineati ai modelli di terza generazione con la creazione di 25 profili professionali. 

Tra questi vi è il Wikipediano, un profilo specifico voluto proprio da Wikimedia per identificare le conoscenze, abilità e competenze di chi gestisce voci all’interno di Wikipedia. Tali profili sono stati successivamente sottoposti all’ente di normazione nazionale per l’informatica (UNINFO), e sono diventati parte integrante della norma pubblicata oggi.

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha recentemente annunciato che utilizzerà standard per la mappatura del personale. In un futuro si auspica che questi profili siano effettivamente un riferimento per tutte le tipologie di mercato, per consentire una crescita di competenze.

Significa alzare finalmente l’asticella, identificare le reali competenze che non sono spesso legate a specifici titoli di studio ma a percorsi di qualificazione.

Autore articolo: 
Andrea Guastini