Corpo e corporeità oggi, sport e inclusione

Obiettivo intermedio:

Dare contenuto al tavolo permanente dello sport al Centro Nazionale del Volontariato. 

Prima di tutto, abbiamo voluto opportunamente ricercare un terreno comune, una sovrapposizione delle aree, data la varietà delle competenze al tavolo (sport, formazione permanente e pedagogica, formazione ed inserimento professionale, associazionismo e volontariato), per potersi focalizzare su qualcosa di concreto come primo passo di un ragionamento che, altrimenti, rischiava di essere troppo vasto. Questa esigenza è stata avvertita da tutti i presenti, e presto si è convenuto che il punto focale del ragionamento poteva posarsi sui saperi - ed i relativi modi di riconoscimento/valorizzazione - generati nell'impegno solidaristico, nella vita associativa, nella pratica dello sport come accompagnamento pedagogico. 

Questo perché la dimensione educativa/formativa è emersa come preponderante nel discorso: nello sport dell'infanzia e giovanile, per evitare che atleti e allenatori perdano le motivazioni dello stare assieme in una logica ipercompetitiva e abbacinata dalle luci dello sport professionistico; nell'impegno associativo, perché se ne stanno smarrendo le ragioni, come dimostra lo scarso ricambio generazionale evidenziato da tutte le ricerche; ancora nel campo del volontariato, e specificamente nel servizio civile, per l'insidiosa tendenza dei giovani a considerarlo impropriamente una forma di lavoro. Infine, è appena il caso di citare la valenza del sistema educativo/formativo ai fini del mondo del lavoro. 

Già dall'approccio appare chiaro sullo sfondo il gruppo bersaglio, gli stakeholder a cui tende il ragionamento, cioè i i giovani. Cittadini di domani, naturale bacino di utenza dello sport, portatori di istanze assillanti presso il mondo del lavoro (e quindi a caduta verso il sistema formativo propedeutico), cruccio del volontariato che teme fondatamente di essere il prossimo pezzo di "società degli adulti" a sganciarsi dal mondo dei ragazzi, sempre più irraggiungibile ed atomizzato.

 

Si è passati poi a stratificare il discorso: identificando un primo livello comune a tutte le aree, essenzialmente legato ai saperi ed alle abilità trasversali. In questo caso, la domanda di base è legata al riconoscimento delle competenze apprese, con ricadute pratiche quali l'inserimento del volontariato nel CV europeo e questioni più complesse quali la certificazione delle competenze stesse.

Andando oltre, il ragionamento si è ulteriormente specificato perché sono emerse proposte e progetti concreti. 

 

1. Ragionando della "Buona scuola" e dell'obbligo di alternanza scuola-lavoro si sono evidenziate opportunità e criticità: a partire dalla considerazioni sulle opportunità che si offrono al Terzo Settore di collegarsi con le scuole e con il mondo dei giovani, ma con la consapevolezza di come ciò possa anche costituire un onere in più per gli insegnanti, con il rischio che venga assolto poi in modo adempimentale. Trasformando questa criticità in opportunità, si è esaminata un'interessante esperienza formativa pensata per "Tutor di progetti di alternanza scuola-lavoro" ed originariamente rivolta al corpo docente: la proposta è stata quella di ripensare l'offerta formativa orientandola alle associazioni di volontariato. In questo modo, potrebbero essere le singole associazioni (ben use alla formazione, grazie anche ai massicci interventi in questo campo dei Centri Servizio al Volontariato) a pensare ed attivare progetti personalizzati di alternanza, sollevando le scuole da molti adempimenti e, soprattutto, massimizzando l'efficacia dell'esperienza formativa per i ragazzi in una logica di service-learning.

 

2. Si è già fatto cenno al Servizio Civile. Il Centro Nazionale per il Volontariato è impegnato in prima persona: come ente accreditato di prima classe, seleziona annualmente centinaia di giovani ed è quindi un osservatorio avanzato su questo mondo. CNV ha potuto così registrare alcune preoccupanti tendenze che indicano uno sbilanciamento del senso complessivo del SC verso una percezione troppo legata al mondo del lavoro. Ha dunque avviato al suo interno una riflessione culturale sul senso del SC e sul suo scopo, che (seppur ancora in fieri) è stata riproposta al nostro tavolo per la discussione. Premesso che il SC non può essere considerato nemmeno una forma prodromica di lavoro (per non dare ai giovani volontari speranze destinate a rimanere frustrate) esso deve comunque essere un periodo di crescita complessiva del cittadino, anche dal lato professionale. Torna quindi ancora il tema delle competenze acquisite che, se impostato correttamente, si può risolvere virtuosamente anche in un incremento delle chances dei ragazzi nel mondo del lavoro dopo il SC, senza snaturarne il senso di esperienza di civismo.

Il sistema nazionale di SC, già nell'iter di presentazione dei progetti, prevede la possibilità di integrare sistemi di certificazione delle competenze che i giovani acquisiranno durante lo svolgimento della borsa. In passato CNV ha condotto alcune esperienze in questo senso; la proposta operativa che è nata al tavolo è stata dunque quella di reintrodurre questa opzione, calandola in un contesto calibrato sulla realtà locale ma descrivendo al contempo un modello potenzialmente esportabile.

 

3. Questo approccio, basato sullo studio e la valorizzazione delle buone prassi, è stato più volte richiamato durante la discussione, essendo tra l'altro intrinseco alle modalità di lavoro di edaForum. La valorizzazione dei modelli individuati presuppone luoghi di confronto possibilmente esposti alla maggior attenzione possibile di studiosi ed interessati. In questo senso CNV può essere un'opportunità, grazie soprattutto al Festival Italiano del Volontariato, che organizza ogni anno a Lucca. Si tratta di un appuntamento aperto a tutti, inteso come luogo di riflessione di livello nazionale, che CNV mette a disposizione di tutti i suoi partner e che pertanto si offre anche al nostro tavolo come una possibilità ulteriore di lavoro. Nel 2017 il Festival si terrà dal 12 al 14 maggio.

 

Ecco, sono stato un po' prolisso ma mi è stato utile fissare le idee per scritto, anche per poter impostare la futura progettualità. Ti anticipo che alcuni contatti informali che ho avuto (alcune scuole, alcune sedi di SC di CNV, varie associazioni) si sono dette interessate alle nostre ipotesi di lavoro in particolare per quanto riguarda l'alternanza scuola-lavoro ed il Servizio Civile.

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