#ContaminAzioni: Il volontariato che genera cambiamento

Nel suggestivo scenario della località di Arliano, in Provincia di Lucca, ospitati dalla Casa parrocchiale dell’arcidiocesi di Lucca ubicata a fianco alla Pieve di San Giovanni, Venerdì 2 e Sabato 3 Settembre si è svolto il seminario residenziale di formazione civile promosso dal Centro Nazionale per il volontariato. Due giorni di intesi lavori che hanno affrontato le tematiche contemporanee più evidenti e urgenti: welfare, rapporto tra Terzo Settore e amministrazioni, immigrazione e Dopo Riforma del Terzo Settore.

Rappresentando la società contemporanea come un mosaico i cui tasselli sono frammentati, la domanda su cui il seminario ha teso a sviluppare la riflessione e il confronto tra i vari attori del settore non profit e profit è stata se avesse un senso cercare di ricomporre verso un tutto omogeneo le varie tessere del mosaico oppure se avesse più senso, oggi, lasciare che esse inventino nuove forme. # ContaminAzioni infatti, è la risposta che il CNV ha dato a questa domanda. Oggi è necessario “mescolare” le diverse rappresentazioni della realtà, i diversi punti di vista, saperi e linguaggi, perché è solo attraverso la contaminazione, se vogliamo, culturale, che si genera ricchezza e possiamo creare un nuovo paradigma. Il Volontariato è inteso non come un settore ma come un modo di vivere, di concepire il mondo e la società, uno stile di vita che ha il potenziale di offrirsi come strumento di superamento della crisi attuale. Strutturato a partire da una prima giornata di lectio magistralis con lo scopo di orientare i lavori, il seminario si è svolto in due giorni ed ha visto la presenza di relatori facenti parte del terzo settore e delle istituzioni. La complessità dell’agire politico-amministrativo è stata ben rappresentata dall’intervento del Sindaco di Carpi, Responsabile welfare Anci Emilia Romagna, Alberto Bellelli, che ha sottolineato la difficoltà a trovare collaborazione con il terzo settore unita alla difficoltà che i comuni vivono già di per sé legata alle poche risorse ed alla mancanza di programmazione. Nel rapporto tra amministrazione e volontariato alcuni interventi hanno posto la questione della necessità che le amministrazioni vadano incontro ai bisogni delle associazioni. Queste infatti, in un momento in cui si fa sempre più forte la necessità di dare risposte ai bisogni della gente, il terzo settore si trova, in molti casi, a farsi sostituto delle istituzioni, e questo, sottolineato da molti, non è giusto. Dalla Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato, parla di Welfare Generativo, osservando come l’agire politico non sia più diretto al bene comune e sociale, non svolge più la funzione pubblica. Vecchiato dona così al pubblico la distinzione tra amministrare e produrre, autoreferenziale il primo e di prossimità il secondo; e allora condividere è creare “nuovi modi di essere società”, il welfare generativo ha una finalità moltiplicatoria che al cittadino dice “non posso aiutarti senza di te”, e allora occorre raccogliere, redistribuire, rigenerare e responsabilizzare a partire da un riconoscimento delle dignità e delle competenze di ciascuno, e soprattutto dei più emarginati. Nel grande disegno si torna a valorizzare il territorio, il locale, a prendersi cura dei luoghi.

Il secondo giorno, i temi sono stati “Frontiere del sud” e “Dopo la Riforma del terzo settore”. Si è tornati ancora una volta a parlare di immigrazione e di come sia complessa la governance di questo fenomeno. “Difficoltà a ragionare in termini di sistema Europa” questa è stata la denuncia di Luca Jahier, Presidente III Gruppo Cese, occorre affrontare unitariamente il fenomeno, occorre che le istituzioni diano risposte chiare e precise, occorre reinventare un nuovo welfare ed in fine occorre ritrovare entusiasmo ponendo al centro la cultura. E prospetta un nuovo scenario futuribile che vedrà Occidente e Africa alleate: è possibile, e pensabile, una frontiera Eurafrica?

Il sottosegretario al ministero dell’Interno con delega ai migranti Domenico Manzione, ha toccato alcuni aspetti del suo ultimo libro “In fuga” dove ricostruisce le vicissitudini di un migrante che dalla Nigeria cerca fortuna verso l’Italia imbarcandosi in un “barcone della morte”. Riporta, dalla sua esperienza pluriennale, anche come magistrato, la complessità del fenomeno migratorio ed ha lasciato al pubblico il dovere di riflettere su una questione: siamo in grado, noi occidentali, di continuare ad accogliere tutte queste persone ed a farlo nei modi più opportuni che tengano di conto della dignità umana? Possiamo continuare così?

La necessità di cambiamento di cultura nell’amministrazione pubblica è stato un fattore che ha trovato concordi tutti gli intervenuti, anche Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha parlato del Dopo Riforma, soffermandosi sui lavori in corso per definire i decreti attuativi della Riforma del Terzo settore. Partendo dall’obiettivo di favorirne lo sviluppo, i punti in corso di definizione, ma ancora allo stadio embrionale, sono fondamentalmente cinque: norma di carattere generale che dia un quadro unitario della normativa in materia ovvero una sorta di “Codice del Terzo settore” all’interno del quale vengono ridefiniti normativa fiscale, regolamento e competenze; programmazione su base triennale del Servizio Civile Nazionale; Impresa sociale; Reti associative di II livello tra cui enti di servizi, consiglio nazionale del terzo settore e via dicendo ed in fine revisione delle regole di rendicontazione del 5 per Mille. Annuncia anche che in Autunno verrà istituito un gruppo di lavoro che verifichi l’impatto sociale della riforma, su questo ci sarà anche un Decreto Ministeriale riguardante modalità, forme e strumenti del monitoraggio e un DPR in cui verrà definito lo Statuto “Italia Sociale”.

I seminaristi hanno avuto modo durante le due giornate di contribuire, non solo attraverso gli interventi ma anche con un Laboratorio avente l’obiettivo di individuare temi del prossimo Festival del Volontariato 2017 e definirne una nuova mission che sarà posta come argomento centrale del Festival stesso.

Annalisa B.

Autore articolo: 
Annalisa Bomba